BONO DEGLI U2: PREMIATO CAVALIERE BRITANNICO AL SERVIZIO DELLE AZIENDE OGM

Voglio richiamare l’attenzione circa la “Nuova Alleanza” per la sicurezza alimentare e la nutrizione discussa alla riunione del G8 dello scorso anno. L’alleanza sta spingendo i paesi africani a stipulare accordi che consentono alle aziende straniere di “afferrare” la loro terra, brevettano i loro semi e monopolizzano i mercati alimentari interni ed esterni dell’agricoltura.

Ignorando le voci del proprio popolo, sei governi africani hanno fatto affari con aziende come Monsanto, Cargill, Dupont, Syngenta, Nestlé e Unilever, in cambio di promesse di aiuto da parte del Regno Unito e di altri paesi del G8.

Una vasta gamma di attivisti, sia africani che europei, hanno manifestato rumorosamente contro la Nuova Alleanza, nonostante il silenzio dei Media internazionali.

Cosa c’entra Bono degli U2 con questa storia ?
Bono è noto, in un modo o nell’altro per i suoi impegni umanitari da alcuni aspramente criticati dipingendoli come progetti di un commerciante occidentale interessato a far soldi.


La campagna ONE, co-fondata da Bono , si è molto preoccupata di difendere la Nuova Allenza.
Dal sito ufficiale leggiamo che
Bono ha lodato la “nuova alleanza” del presidente Obama per promuovere la crescita agricola in Africa, affermando:

Se le parole del suo discorso si trasformano in azioni coraggiose, la collaborazione con il mondo in via di sviluppo e il settore privato,  fa di oggi un grande momento”.

La prima cosa che ho scoperto è che Bono ha anche elogiato la Nuova Alleanza, in un discorso poco prima del G8 dello scorso anno negli Stati Uniti .
La seconda cosa  è che gran parte del finanziamento della campagna ONE è stato fornito dalla Fondazione Bill e Melinda Gates Foundation,( potete trovare la lista sul sito ufficiale qui) .

Il Buon vecchio “filantropo” Bill Gates, e credo sia davvero inutile descrivere i suoi rapporti con la super “elite” e il suo notevole supporto per i pieni mondialisti di controllo multi livello.

La sua fondazione ha lavorato, a sua volta , con la società biotech Monsanto e Cargill, e ha una grande

Bono e Bill Gates

partecipazione per la Monsanto .
Continua tra l’altro anche la sua missione di aiutare l’Africa attraverso l’implementazione di vaccini.
Re Microsoft” Bill Gates, eugenetico confesso , amante dei vaccini come ottimo “tool” per una terapeutica riduzione della popolazione, è anche fondatore della Bill e Melinda Gate, fondazione che esporta vaccini al Terzo Mondo. (Leggi qui i rapporti con la Merck a proposito)
 
 Per questi ed altri motivi Bono è molto criticato circa il suo approccio verso l’Africa definito da molti
“un mix di liscio tradizionale missionario e commerciale colonialismo, in cui il povero mondo esiste come un compito per il mondo ricco per completare”.

Di certo in comune con Bill Gates hanno un’onorificenza importante, concessa solo a fedeli servitori del Regno Unito: Cavaliere Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico.Bill Gates nel 2005 e Bono due anni dopo, nel 2007, il medesimo grado.
Ecco qui una simpatica foto di Bono che mostra la medaglia della classe di Comandante, mostrando un’occhio e ricordando con il gesto della “V”  il caro amato Churchill.


 

Bono, oneri Browne, è diventato “il volto premuroso della tecnocrazia globale”, che, chissa’ con quale tipo di mandato, ha assunto il ruolo di portavoce per l’Africa, poi ha utilizzato quel ruolo per  fornire “copertura umanitaria”  ai leader occidentali.

Compagno di merende anche dell’ormai famoso Al Gore promote del Global Warming poi smentito da migliaia di scienziati con prove alla mano:La campagna ONE mi sembra il tipo di organizzazione che sostiene di lavorare per conto delle persone estremamente povere. Ma il suo team  è composto in gran parte da multimilionari, ricchi industriali e rappresentanti degli Stati Uniti.

Ci sono persone come Condoleezza Rice, consigliere di George W. Bush per la sicurezza nazionale e segretario di stato, che ha aggressivamente promosso la guerra in Iraq, autorizzando la CIA ad utilizzare tecniche di tortura e intimidire le nazioni più deboli costringendole a supportare gli obiettivi degli Stati Uniti.

Se, come fa ONE, un’organizzazione continua a dirti che la sua è una “campagna dal basso”, è molto probabile che non lo sia affatto. Questa collaborazione tra multimilionari e tecnocrati a me sembra molto più simile a un connubio tra Stati Uniti e interessi delle multinazionali.

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Fanno marcire la società: Italia

Ambientalisti e cittadini mobilitati in provincia di Pordenone. Le analisi di Greenpeace hanno confermato che nelle coltivazioni di Fanna è stato piantato il Mon810 della Monsanto: “Un atto irresponsabile e illegale, i pollini ogm stanno già volando nei terreni vicini”.

PORDENONE E’ uno dei primi casi programmati in Italia di coltivazione di mais geneticamente modificato ed è per questo che sui campi di Fanna, in provincia di Pordenone, si è acceso subito lo scontro. Se c’era qualche dubbio, del resto, sono state le analisi sui campioni prelevati nei giorni scorsi da Greenpeace a confermare i timori degli ambientalisti: l’oggetto delle coltivazioni è il Mon810, un mais geneticamente modificato brevettato e commercializzato dalla multinazionale americana Monsanto.

“Abbiamo scoperto in pochi giorni quello che le autorità avrebbero dovuto dire da tempo, rivelando la fonte della contaminazione transgenica – denuncia Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace – Siamo di fronte a un atto assolutamente irresponsabile e illegale. Il mais è già completamente fiorito e da giorni sta spargendo il proprio polline sui campi vicini e su una vasta area, trasportato dal vento e dagli insetti”.

Quanto alla legalità dell’iniziativa, gli ambientalisti sono certi che non è sufficiente il via libera dato dal Consiglio di Stato a gennaio: la piantumazione del mais Ogm in Friuli, accusa Greenpeace, viola il decreto legislativo 212 del 2001, che prevede il rilascio di una specifica autorizzazione per la loro semina. Per chi procede in assenza di autorizzazione è previsto l’arresto da sei mesi a tre anni o l’ammenda fino a 51.700 euro. Inoltre, aggiunge Greenpeace, un decreto interministeriale (agricoltura, salute, ambiente) di aprile a tutela delle produzioni tradizionali locali, vieta espressamente la coltivazione di mais Ogm Mon810 in Friuli.


Dalla parte dei contestatori c’è il precedente della Regione Piemonte che pochi giorni fa, d’intesa con la magistratura, ha ordinato la distruzione di coltivazioni “fuorilegge” di mais geneticamente modificato su oltre 300 ettari nella zona di Pinerolo, in provincia di Cuneo, e al confine con la Lombardia. Dice Giorgio Cavallo, presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia: “Al di là della sua pericolosità, ciò che sta avvenendo è paradossale. Il Friuli vorrebbe distinguersi per la tipicità delle sue coltivazioni, mentre con gli Ogm si va proprio in senso opposto, verso un’agricoltura omogeneizzata”. “Vogliamo ribadire il principio di precauzione – aggiunge Roberto Pizzutti, del Wwf friuliano – che non consente il via libera a sostanze o prodotti fino alla dimostrazione della loro assoluta innocuità. Inoltre, la cittadinanza si è più volte espressa contro gli Ogm”.

“Il Procuratore di Pordenone – dice Federica Ferrario – non può più perdere un solo minuto di tempo e deve porre fine a questa incomprensibile dilazione dei tempi. Va incriminato il responsabile di questa violazione e chi l’ha aiutato, e bisogna iniziare la conta dei danni legati a questo atto scellerato, che non devono certo ricadere sugli agricoltori onesti o sugli Enti pubblici”. Greenpeace chiede anche l’intervento immediato dei ministeri interessati, mentre tutte le associazioni ambientaliste, cittadini della zona e rappresentanti di istituzioni parteciperanno domani a una “veglia per la legalità” davanti al municipio di Fanna. Sinistra ecologia e libertà (Sel) chiede invece che il ministro Galan ordini il sequestro dei campi e la distruzione del mais ogm.

Dall’altra parte, a parte gli agricoltori dell’associazione Futuragra che hanno avviato la coltivazione del mais ogm, ci sono anche altre organizzazioni di categoria che si battono per l’introduzione in Italia delle coltivazioni transegiche. Giorgio Fidenato, presidente degli “Agricoltori federati”, ha minacciato di denunciare per procurato allarme l’assessore regionale all’agricoltura, il leghista Claudio Violino, che aveva espresso preoccupazione per l’uso del mais ogm. La polemica è alimentata anche dalle novità provenienti da Bruxelles.

La commissione europea proprio oggi ha infatti dato il via libera definitivo all’importazione in Europa, a fini alimentari e per la produzione di mangimi – e non per la coltura – di sei mais Ogm: si tratta di cinque nuovi mais transgenici e del rinnovo dell’autorizzazione, per altri 10 anni, all’importazione a utilizzazione del mais Bt11. Le nuove autorizzazioni riguardano il mais della Syngenta, il Bt11xGa21; il mais Dow AgroScience 1507×59122; il mais di Pioneer 59122x1507xNk603; e i mais di Monsanto Mon88017xMon810 e Mon89034xNk603. Sulla loro “sicurezza” l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha rilasciato una valutazione positiva.

Ecco che iniziano anche in Italia…Il problema esiste ormai da anni negli Stati Uniti. Le sementi, quasi tutte di proprietà Monsanto, sono geneticamente modificate e non sicure per il consumo umano.